ANTOLOGIA : VIAGGIO INTORNO AL MONDO DEI SENTIMENTI

Copertina
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Felicità
Mi piace il verbo sentire..
Sentire il rumore del mare, sentirne l’odore. 
Sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra, sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco. 
Sentire l’odore di chi ami, sentirne la voce e sentirlo col cuore. 
Sentire è il verbo delle emozioni, ci si sdraia sulla schiena del mondo e si sente…”
— Alda Merini

Introduzione

I sentimenti costituiscono oggetto di tematizzazione teorica sin da quando esiste un pensiero teorico in generale. I grandi temi dell'antropologia (come istinti, bisogni e desideri) e della psicologia del profondo (psiche, pulsioni e libido) non erano ancora apparsi all'orizzonte della filosofia quando il mondo dei sentimenti dell'uomo, la loro natura e il loro rapporto con essi avevano già aperto problemi coi quali tutti i pensatori che riflettessero sulla natura  e i comiti dell'uomo erano costretti a fare i conti.

 

I valori, le impostazioni, i punti di vista, di tale tematizzazione sono stati però nele diverse epoche storiche, e anche nel corso di uno stesso periodo, etremamente differenti. Nell'antichità il sentimento era in primo luogo un problema morale per cui l'analisi dei sentimneti era subordinata all'analisi delle virtù. Temperanza, Prudenza, Fortezza e Giustizia, ritenute nel Rinascimento le virtù cardinali attorno a cui ruota il mondo dei sentimenti umani, sono stati presto ignorate dalla cultura razionalistica dei secoli seguenti, ma non per questo sono scomparse dall'animo umano.

 

Quando ai diversi strati sociali vengono attribuite differenti virtù - come fa Platone - sono loro attribuiti anche diversi sentimenti. Nel caso in cui la virtù suprema si incarni - come per Aristotele - nell'etica del buon cittadino, anche i sentimenti devono commisurarsi con lui.  Quando invece il "bene sommo" è la vita ispirata al piacere, come nell'edonismo, si preferisce  la facoltà di godere, di sentire i sentimenti, di percepire le sensazioni, di ricercare le emozioni, specie quelle della "carne".  

 

Ricchezza materiale, prestigio sociale e godimento sensoriale sono stati recepiti per secoli come elementi che contrastano lo sviluppo spirituale dell'individuo. L'impostazione che il cattolicesimo dà al problema nel medioevo ha un'impronta etica; l'unità di misura della moralità è il "buon cristiano" , dedito agli affetti famigliari, alla cura della prole e la sacrificio di sè per amore di Madre Chiesa e della collettività religiosa. Il film "Chocolat" è il chiaro esempio di come la mentalità cattolica abbia conformato i comportamenti e i sentimenti umani per secoli, senza nessuna discontinuità apparente.

 

L'amore cattolico si manifesta in chi onora le leggi divine (il Padre) e  separa i bisogni e le pulsioni del corpo (il Figlio) dalle aspirazioni e dai desideri di perfezione dell'anima (La Madre). Il concetto di Trinità è il fondamento della filosofia alchemica che si pone oltre il dualismo di anima e corpo implicito in ogni religione che contrappone il Bene al Male. 

 

La moralità religiosa origina dalla scelta di riferire al bene solo i sentimenti dell'anima (spirituali), mentre a quelli che riguardano il corpo (materiali)  è riservato invece un accenno di valore più negativo, per cui bisogna, quando è possibile, reprimerli, frenarli, oppure trascenderli.

 

La salvezza dell'Anima (salus) e la redenzione dell'Io dalle passioni materiali rappresentano il fine ultimo dell'insegnamento morale impartito dalla religione che opera escludendo implicitamente l'alchimia dei sentimenti (Anima) e della coscienza (Corpus). 

 

La filosofia degli alchimisti afferma invece la possibilità di fondare una morale transpersonale, libera dal dualismo anima/corpo  e dai rispettivi egoismi, a partire dalla conoscenza del mondo dei sentimenti.

 

La scoperta del "nuovo mondo"  avviene intraprendendo un viaggio di conoscenza che conduce a realizzare quella unità di pensiero e sentimento cui identifichiamo l'essenza della morale propriamente  umana (il Figlio dell'Uomo). 

 

L'unione di sentimento e pensiero, equivalente alla fusione dell'Io nell'anima, è il fondamento della coscienza del Sè, inteso come entità unitaria in cui non esiste scissione tra interno ed esterno, tra mio e tuo, tra sentimento e razionalità, tra emozione e percezione.

 

In altri termini l'esperienza e la conoscenza dei sentimenti permette di fondare un nucleo di coscienza autonomo che si autoregola indipendentemente dalla volontà, dalle passioni e dai desideri dell'Io, diventando metaforicamente il vascello che ci conduce ad affrontare tutte le tappe dell'autotrascendenza fino alla meta finale: la felicità materiale e spirituale.